Normalizzazione dei segnali analogici allo standard 0-10Vdc

I dispositivi convertitori Analogico/Digitali A345 integrati con ARGO/ARGOBOX nel sistema Autopro di raccolta dati già esistente, ammettono ingressi standardizzati 0-10Vdc, ossia ingressi in tensione continua tra 0 e 10V, linearmente proporzionali alla grandezza misurata (es.: temperatura).

Lo standard 0-10Vdc è ampiamente diffuso a livello industriale, ma possono darsi casi di segnali differenti, e se esistono vanno prima normalizzati.

L’uscita standard 0-10Vdc normalizzata va poi connessa direttamente all’ingresso in un input analogico 0-10Vdc del modulo A345.

Si raccomandano distanze brevi (max 1-2 m. di cavo) tra l’uscita del segnale dal sensore, il convertitore, ed il segnale amplificato 0-10Vdc fino all’ingresso nell’input analogico A345.

Ogni ARGOBOX puo’ pilotare fino ad 8 dispositivi A345, ovvero altrettanti segnali analogici, e contestualmente fino ad 8 segnali digitali (scheda base) o un numero superiore (tramite espansioni I/O) fino ad un massimo teorico di 56 segnali digitali.

Uno schema riepilogativo della situazione è riportato nella figura seguente.

In questo esempio si ipotizza di prelevare il segnale da 3 termocoppie, convertirlo normalizzandolo allo standard 0-10Vdc e portarlo in ingresso al modulo A345.

L’uscita del A345 è immune ai disturbi, trasporta un segnale seriale amplificato, e puo’ percorrere distanze relativamente lunghe (max 75 m.) fino all’ARGO o ARGOBOX.

Ogni Argo/Argobox puo’ ricevere fino a 8 input analogici tramite altrettanti moduli A345.

Trattamento firmware dei segnali analogici su ARGO / ARGOBOX

Una volta che la lettura istantanea è pervenuta su ARGO o ARGOBOX, va assoggettata ad una serie di elaborazioni per renderla comoda all’utilizzo del software gestionale che la deve ricevere.

Vanno conciliate infatti le seguenti esigenze contrapposte:
– Evitare di saturare la rete inviando letture ripetute di dati uguali o poco significativi;
– Monitorare invece e segnalare le variazioni significative

Il firmware va quindi programmato definendo con cura i parametri di invio a seconda di ogni singolo caso, del significato attribuito al segnale, e degli scostamenti ritenuti significativi.